Sai che oggi i computer possono capire come ti senti?
Tutto grazie a Rosalind Picard, la scienziata che ha inventato l’Affective Computing: l’intelligenza artificiale capace di riconoscere, interpretare e rispondere alle emozioni umane.

Con il suo lavoro, ha aperto un nuovo capitolo nel rapporto tra tecnologia e persone. Un capitolo dove l’empatia diventa parte del linguaggio delle macchine.

Un nuovo campo dell’intelligenza artificiale

Nel 1997, Rosalind Picard pubblica il libro che cambierà per sempre la traiettoria della ricerca sull’IA: Affective Computing.
In quelle pagine, lancia un’idea rivoluzionaria: e se i computer potessero “capire” le emozioni umane?

Nasce così un campo di studio completamente nuovo, che oggi è una delle frontiere più promettenti della tecnologia. L’obiettivo non è solo costruire macchine intelligenti, ma macchine che sappiano anche “sentire”, riconoscendo segnali emotivi come ansia, frustrazione, entusiasmo o tristezza.

Come funziona l’Affective Computing

La tecnologia sviluppata da Picard e dal suo gruppo di ricerca si basa su sensori, videocamere e algoritmi avanzati.

I dispositivi rilevano:

  • micro-espressioni facciali
  • variazioni nella voce
  • segnali fisiologici come il battito cardiaco o la conduttanza cutanea

     

Questi dati vengono analizzati in tempo reale da sistemi intelligenti che decifrano lo stato emotivo dell’utente.
Il risultato? Una macchina che non si limita a ricevere comandi, ma che può anche rispondere in modo più umano, adattandosi al contesto emotivo della persona che la utilizza.

Quando l’innovazione incontra la salute

Rosalind Picard non si è fermata alla teoria.
Ha co-fondato Empatica, una startup biomedicale che ha creato un braccialetto smart in grado di rilevare crisi epilettiche e inviare allarmi in tempo reale.

Una tecnologia nata da studi sull’affective computing che, oggi, salva vite umane.
È la dimostrazione concreta che il lavoro di Picard non è solo una sperimentazione accademica: è un’innovazione che tocca la vita quotidiana di chi convive con condizioni cliniche complesse.

Dall’educazione al customer care: le applicazioni sono ovunque

Le applicazioni dell’affective computing sono oggi presenti in contesti sempre più numerosi e concreti.
A scuola, ad esempio, può aiutare gli insegnanti a cogliere segnali di disagio o difficoltà nei propri studenti, migliorando così la qualità dell’apprendimento e rendendo l’esperienza didattica più personalizzata e attenta.

Nel customer care, i sistemi basati su questa tecnologia sono in grado di analizzare il tono di voce e le espressioni dell’utente, offrendo risposte più empatiche e consapevoli, che tengano conto dello stato emotivo di chi interagisce con un servizio.

Anche nel mondo del videogioco, l’affective computing apre nuove possibilità: i personaggi possono adattarsi alle emozioni del giocatore, reagire in modo più realistico e costruire esperienze narrative davvero immersive.

E poi c’è la salute. Dalla salute mentale al monitoraggio del benessere quotidiano, l’analisi delle emozioni è oggi uno strumento prezioso per leggere in tempo reale ciò che spesso non si dice, ma si sente.

Un’innovazione che non si limita a funzionare bene: funziona meglio, perché capisce meglio.

Riconoscimenti e influenza globale

Oggi Rosalind Picard è riconosciuta come una delle figure più autorevoli nell’ambito dell’intelligenza artificiale applicata alle emozioni.

È professoressa al MIT, dove guida il gruppo di ricerca dedicato all’affective computing, ed è membro della National Academy of Engineering.

Le sue pubblicazioni sono un punto di riferimento a livello mondiale. Le sue idee hanno ispirato intere generazioni di ricercatori, imprenditori e innovatori.
Il suo impatto va oltre la tecnologia: ha portato l’empatia nel cuore della ricerca scientifica.

La sua visione: un’intelligenza artificiale che sa sentire

Per Rosalind Picard, il futuro dell’IA non è fatto solo di potenza di calcolo.
È fatto di relazioni più umane, comprensione, cura.

Immagina un dispositivo che riesce a percepire il disagio di un paziente, lo stress di uno studente, o la solitudine di una persona anziana.
Per lei, l’empatia è la vera rivoluzione.
E la tecnologia, se progettata con questa consapevolezza, può diventare un alleato davvero significativo.

Il futuro è già iniziato

Oggi, grazie al lavoro di Rosalind Picard, esistono tecnologie che ci aiutano a essere più ascoltati, più compresi, più sicuri.
La sua ricerca ha contribuito ad aprire una nuova era per l’intelligenza artificiale: un’era in cui la macchina non solo risponde… ma capisce.

Una storia da conoscere (e condividere)

Rosalind Picard ha mostrato che l’innovazione più potente non è quella che sorprende… ma quella che connette.

Con l’Ada Lovelace Day 2025, continuiamo a dare voce a figure come la sua.
Perché raccontare queste storie non è solo un atto di memoria, ma un investimento sul futuro della scienza e della tecnologia.